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Il censimento nazionale PDF Stampa E-mail

Primo censimento nazionale dei ricercatori precari delle Università Italiane

a cura della RNRP-nodo di Ferrara


Il primo censimento nazionale dei ricercatori precari nelle università italiane è stato promosso dal nodo ferrarese della Rete Nazionale dei Ricercatori Precari durante il primo convegno sulla precarietà nell’università e nella ricerca svoltosi a Ferrara nell’ottobre del 2005 ed è stato effettuato tramite l’ufficio studi della CRUI. Il censimento, datato ottobre 2006, è l’unico esistente e fornisce un allarmante quadro quantitativo del fenomeno del lavoro di ricerca precario all’interno delle università italiane. E’ accompagnato da una nota esplicativa che illustra quali ricercatori precari siano stati censiti (per tipologia di contratto) e quali università rappresentative dell’intero territorio nazionale abbiano partecipato al censimento.

I dati del censimento sono stati mostrati e consegnati al ministro Mussi il 23 ottobre 2006 a Ferrara in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico.

  1. Oggetto del censimento sono stati: titolari di collaborazioni coordinate e continuative, titolari di collaborazioni a progetto, borsisti (ma non i dottorandi), prestazioni occasionali delle università. A questi dati del personale censito tramite CRUI sono stati aggiunti i dati MIUR relativi agli assegnisti. I docenti a contratto non sono stati censiti perché ciò avrebbe reso ancora più improbabile il corretto reperimento dei dati. Non sono compresi nel censimento i ricercatori precari degli enti di ricerca.
  2. I dati sono stati rilevati a partire dai singoli dipartimenti di ogni università, poiché non esistono uffici “centrali” che tengano traccia del personale di ricerca precario, fatta eccezione per gli assegnisti.
  3. Sono state censite 33 università su 79. Nell’arco di un intero anno la CRUI non è riuscita a censire che la metà delle sue stesse università, e questo dovrebbe fare riflettere sulla reale capacità rappresentativa ed organizzativa di questo organismo.
  4. Il campione contiene 17 atenei del nord (Bergamo, Bologna, LIUC-Castellanza, Ferrara, Genova, Insubria, Milano, Milano-Bicocca, Politecnico di Milano, San Raffaele di Milano, Modena e Reggio Emilia, Pavia, Piemonte Orientale, Trieste, IUAV di Venezia, Verona, Udine) 9 del centro (Camerino, Chieti-Pescara, Molise, Perugia, Stranieri di Perugia, S. Anna di Pisa, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Stranieri di Siena ) e 7 del sud (Calabria, Foggia, Messina, Seconda Università di Napoli,” l’Orientale”di Napoli, Palermo, Sassari) rappresentativi delle diverse dimensioni in base al numero degli scritti.
  5. Le università statali che si sono rifiutate di fornire alla stessa CRUI i dati relativi al numero di ricercatori precari, forse perché incapaci di reperire i dati dai loro stessi dipartimenti sono, in ordine alfabetico: Ancona Università Politecnica delle Marche; Aosta; Bari Politecnico; Bari Università degli studi; Benevento Università degli studi del Sannio; Brescia Università degli studi; Cagliari Università degli studi; Campobasso Università degli studi del Molise; Cassino Università degli studi; Catania Università degli studi; Firenze Università degli studi; Lecce Università degli studi; Macerata Università degli studi; Napoli Università degli studi "Federico II"; Napoli Università degli studi "Parthenope"; Padova Università degli studi; Parma Università degli studi; Pisa Scuola normale superiore; Pisa Università degli studi; Potenza Università degli studi della Basilicata; Reggio Calabria Università degli studi Mediterranea; Roma Istituto Universitario di Scienze Motorie; Roma Università degli studi "La Sapienza"; Salerno Università degli studi; Siena Università degli studi; Teramo Università degli studi; Torino Politecnico; Torino Università degli studi; Trento Università degli studi; Trieste Scuola internazionale superiore di studi avanzati; Venezia Università degli studi "Cà Foscari"; Viterbo Università della Tuscia.
  6. L’analisi dei dati sul campione censito evidenzia che il 37% del personale è costituito da ricercatori precari: 15.705 nelle 33 censite, 35638 su proiezione nazionale. Il numero non comprende i docenti a contratto, non comprende il personale tecnico amministrativo, non comprende i dottorandi, né gli specializzandi.
  7. L’insieme dei soli assegnisti, borsisti, co.co.co e collaboratori a progetto delle università italiane è costituito quindi da quasi 40.000 ricercatori precari.

I dati del censimento sono stati pubblicati dal Sole 24 ore del 7 novembre 2007.
 
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